L’eroe smarrito: Uomo e donna verso un nuovo equilibrio

L'eroe smarrito

Esiste ancora il patriarcato?
Sebbene alla donna vengano riconosciuti pari diritti, questi restano spesso solo sulla carta.
È vero che ci sono donne che hanno raggiunto posizioni di prestigio in vari campi, dalla cultura all’impresa, dalla scienza alla medicina, dall’arte alla politica. Posizioni inimmaginabili fino a non molto anni orsono. Ma per la maggioranza delle donne, anche se fra di loro ci sono intelligenze e abilità superiori alla media, queste, spesso, non possono essere coltivate per mancanza di mezzi, di opportunità e di tempo. La donna è ancora ” l’angelo del focolare” cui però spetta un doppio lavoro. Nella professione, se ce l’ha, si deve accontentare di profili bassi o intermedi, per potere conciliare il lavoro con l’accudimento dei figli, della casa, degli anziani.

Ma non tutto è rimasto così immobile. Dal femminismo degli anni settanta in poi un certo dinamismo ha interessato varie frange di popolazione maschile e femminile. Se i movimenti sessantottini avevano messo in discussione la famiglia autoritaria e con essa l’autorità del padre, i movimenti femministi hanno messo in discussione, in modo molto più radicale, il ruolo maschile nella famiglia e nella coppia, mentre rivendicavano e conquistavano per la donna una maggiore indipendenza a livello economico e  un maggior peso a livello sociale. La diffusa conquista della contraccezione, la legge  sulla legalizzazione dell’aborto, l’introduzione del divorzio furono le conquiste di quegli anni segnati dall’affermazione della” liberazione sessuale”. Il tema della liberazione sessuale  ha ampiamente coinvolto anche i movimenti omosessuali.

Oggi, all’interno delle aree culturali più evolute possiamo vedere un reale cambio di passo verso una complementarietà di ruoli in senso più paritario, o quantomeno una tendenza verso tale profondo cambiamento.

Così alla domanda iniziale “esiste ancora il patriarcato ?”potrei rispondere che certamente esiste in vaste aree del pianeta e della nostra realtà. Tuttavia esso coesiste con movimenti evolutivi che potremmo riassumere sotto il nome di ”post patriarcato”. In tale ambito socioculturale, di pari passo ad una emancipazione del ruolo femminile in ambito sociale e professionale, esiste una profonda ridefinizione dei ruoli maschili e femminili all’interno della coppia e della famiglia. Tale ridefinizione porta la donna a rivendicare per sé più potere  e parità. Dal lato maschile assistiamo al contrario ad una sottrazione di potere anche se si presenta come consapevole rinuncia ed abdicazione.
Tale nuova situazione porta a scardinare i valori patriarcali di potere e di possesso in tutte le loro numerose sfumature e a ricercare una complementarietà paritaria che tuttavia non è priva di ostacoli psicologici. La nuova figura paterna, per quanto armata di nuove convinzioni e slanci, si caratterizza spesso per una notevole insicurezza che porta il nuovo padre ad oscillare da atteggiamenti teneri e pseudo-materni ad altri più distaccati, distanti, assenti e poco autorevoli. L’insicurezza, peraltro è una cifra anche degli atteggiamenti materni per via dei sensi di colpa che la donna prova a sottrarre tempo ai figli a favore della professione e per il senso di inadeguatezza che può provare nel sostenere  il doppio ruolo professionale e materno.
Uomo e donna hanno razionalmente abbracciato nuovi comportamenti ma non hanno dentro di sé modelli paterni e materni che li ispirino e li guidino.

Ma c’è di più. A proposito di post patriarcato , di ridefinizioni ed evoluzione di ruoli e di identità, di ridiscussione ed approfondimento dei concetti di femminilità e di maschilità, ci sono anche altri dinamismi che lo attraversano. Non si può trascurare di parlare di tutte quelle fluide identità che non si riconoscono in un paradigma binario: maschile o femminile quanto al genere ; eterosessuale od omosessuale quanto al proprio orientamento.
Il movimento LGBTQ1 e la teoria che lo sottende, che si sono andati affermando nell’ultimo decennio del secolo scorso, postula, al di là dell’appartenenza biologica al sesso maschile o femminile, l’esistenza delle più varie e fluide identità di genere e dei più vari e fluidi orientamenti sessuali. A tale proposito è stato utilizzato il termine QUEER che si può tradurre con “liquido, obliquo, ambiguo”. Questa la nuova realtà con cui si confronta una parte delle persone nel mondo sociale e nelle intime relazioni.
I convenzionali ruoli maschili e femminili e la loro interazione comportano situazioni problematiche di vario genere: la sudditanza della donna e la pretesa superiorità maschile implica una disparità tale, sia a livello sociale che individuale, che può andare da più meno gravi squilibri a situazioni di estremo abuso e violenza perpetrati sulla donna e sui figli.
Nell’area “post patriarcale” d’altronde possiamo rilevare condizioni di difficoltà e di insicurezza e anche di marcata sofferenza nell’auto riconoscimento in ruoli sociali e relazionali paritari, più autentici, meno difesi dalla tradizione e dall’ipocrisia, dalla religione e dalla morale comune. Identità da riempire di nuovi valori, di nuove sfide e percorsi, di nuove ricerche in cui il soggetto e l’oggetto coincidono.

L’eroe è l’archetipo della cultura patriarcale incarnato e cantato nel mito. A mezza strada fra l’umano e il divino, le sue imprese lo portano ad ottenere il riconoscimento della propria identità.  Gli eroi greci cantati da Omero (Ulisse…), gli eroi romantici ( re Artù…) i moderni eroi della fantascienza ( Luke Skywalker di Guerre Stellari…), gli eroi dei film western e tanti altri della moderna filmografia. I loro secolari valori sono basati sulla forza e il coraggio, su potere, dominio e possesso, ma anche su intelligenza e generatività.
Ma ora quei valori e chi li sostiene hanno trovato un contraltare che li sfida contrapponendo i valori della condivisione, della creatività, di un’intelligenza più sensibile e aperta, del coraggio e della  forza come intime caratteristiche piuttosto che come virtù belliche, del prendersi cura delle relazioni e delle cose, del nutrire invece che prendere e depredare, della libertà invece che del possesso e del dominio. L’esistenza stessa di questa sfida culturale a prescindere dall’esito, indebolisce quei valori patriarcali che vengono combattuti.

Il patriarcato è al suo tramonto? Forse passeranno ancora eoni prima che venga superato in tutto il pianeta, ma limitandoci a questo nostro mondo possiamo coglierne i sintomi di cedimento, di perdita di terreno, di crisi.
Il nostro eroe, simbolo della cultura patriarcale, ora non è più così granitico, lo si potrebbe definire piuttosto “eroe smarrito”.
A tale proposito un significativo indicatore dell’ insicurezza e della debolezza dell’ “eroe smarrito” si rivela a livello sessuale nei tanti disturbi  del desiderio e della virilità. Ma anche là dove  il mito dell’eroe è stato completamente allontanato e rinnegato, affiorano i tormenti legati alla ricerca di una qualche nuova identità in cui riconoscersi ( v. LGBTQ)

Il nostro è un tempo di transizione, di identità deboli ed incerte, con tutto quanto questo comporta, sia in positivo che in negativo, sul piano psicologico ed esistenziale.
La maschilità e la femminilità sono tratti costitutivi dell’identità, a prescindere dalla sessualità biologica. Sia gli uomini che le donne, nella loro ricerca, devono trovare un equilibrio interiore fra i propri tratti maschili e femminili. Si tratta di cercare un equilibrio interiore fra “attività”, tipico tratto maschile ( lo spermatozoo deve essere attivo…il pene deve essere attivo… l’azione contraddistingue il maschio ) e  “ricettività”, tipico tratto femminile (accogliere…covare…nutrire).
Solo nell’equilibrio di queste due istanze su cui si fonda la nostra identità, sia essa maschile o femminile, possiamo sperare di trovare feconde e creative relazioni nel mondo che ci circonda così come tra i sessi, e vissuti di intima sicurezza e fiducia.
Tale complessa realtà si rispecchia anche a  livello clinico nei multiformi modi in cui la psiche esprime disagi, disadattamenti e sofferenze.


1 L’acronimo LGBTQ, si riferisce a chiunque non sia eterosessuale, la sigla raccoglie infatti : lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer


Interessanti  letture  su   questo  argomento:
Riane Eisler, il calice e la spada, Frassinelli, 2006
Giorgio Cavallari, L’uomo post patriarcale, Vivarium, 2001


Dott.ssa Maria Gurioli
Psicologa e Psicoterapeuta

Ambiti di intervento
  • Problemi relativi alla sfera dell’ansia: fobia, attacco di panico, nevrosi ossessiva
  • Depressione
  • Disturbi dell’alimentazione
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Dr.ssa Maria Gurioli

Psicologa e Psicoterapeuta a Bologna
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